“L’icona è il riflesso del mistero della fede.

Essa non è sottomessa alle leggi della terra,

alle dimensioni dello spazio

e al progresso costrittivo del tempo;

appartiene già al mondo celeste,

all’eternità.”

                                (Egon Sendler S.J.)

ICONE BIZANTINE

 

 

Icone scritte secondo gli antichi canoni della tecnica bizantina russa, su tavole di legno con imprimitura di colla di coniglio e gesso di Bologna, con pigmenti naturali, oro foglia, blu lapislazzuli.

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L’iconografa Benedetta Tenore, carmelitana nella famiglia spirituale del Carmelo “S. Maria degli Angeli e S. M. Maddalena” di Firenze, dopo varie esperienze nelle arti pittoriche e decorative, con molteplici tecniche: olio, tempera, acrilico, acquerello, pittura su ceramica, pittura su stoffa (paramenti sacri), ha iniziato, nell’anno 2000, un percorso di formazione all’Iconografia bizantina con il Maestro padre Egon Sendler SJ.

Ha curato la sua formazione seguendo vari corsi di formazione in Teologia, presso la Facoltà Teologica dell’Italia centrale a Firenze.

Nel 2006 ha intrapreso un ulteriore perfezionamento con il Maestro iconografo russo Aleksandr Stal’nov, docente dell’Accademia Teologica di S. Pietroburgo, e con il Maestro iconografo Giancarlo Pellegrini, docente alla Facoltà teologica dell’Emilia Romagna (Bologna). Presso tale Facoltà l’iconografa B. Tenore ha partecipato, nel 2009, al primo corso teorico-pratico di Iconografia bizantina.

 

 

 

   Icone 

 di Benedetta Tenore

usate per pubblicazioni e/o siti web

 

« Non si ammetteva un iconografo donna »

    

La missione di Maria

Nikolaevna Sokolova

 

Monaca Giuliana

 

(1899-1981)

 

 Maria Nikolaevna Sokolova nacque a Mosca l'8 novembre del 1899 nella famiglia di un prete ortodosso coniugato, padre Nicola Aleksandrovic Sokolov,rettore della chiesa di Mosca dell'Assunzione della Beata Vergine ed è spirata il 16 febbraio 1981. Molto dotata per le arti figurative, si diplomò nella prestigiosa Scuola di Disegno di Mosca e fu presto assunta in una casa editrice.

Da quanto si sa, la ragazza era molto attratta dalla tradizione iconografica e il padre la iniziò all’arte dell’icona, presentandola, in seguito, a Vasilij Kirikov, celebre restauratore e iconografo che accettò di prenderla come alunna.

 

Ad occhi occidentali, potrebbe trattarsi di fatto ovvio. Ma ben altra era la situazione come per l’ammissione delle donne ebree allo studio teologico.

E’ noto il divieto di fatto di studiare ufficialmente il Talmud per una ragazza ebrea. Isaac Singer lo ricorda nel suo racconto Yentl The Yeshova Boy, magistralmente interpretato da Barbra Streisand, in Yentl. E tale situazione si è protratta fino al 1983, quando furono ammesse le iscrizioni di ragazze presso lo Jewish Theological Seminary.

Allo stesso modo, non era pensabile per l’Ortodossia un iconografo donna. Scrive Lazarev: «La Chiesa riteneva che l’icona potesse essere fatta solo da “mani pure”. Nella coscienza popolare non si ammetteva la possibilità di un iconografo donna - considerata - essere impuro -» (Lazarev 1996, 24).

Il padre Nicola, nella sua parrocchia, non solo introdusse Maria all’arte iconografica, proibita, eccetto che per il restauro, nell’URSS, ma la sostenne a seguire la sua passione. E’ ammirevole la capacità di quest’uomo, presbitero ortodosso, di riuscire con un discernimento coraggioso e solitario ad accogliere e sostenere il carisma nascente che vedeva nella figlia, tra molteplici difficoltà sia politiche che religiose. Particolarmente queste ultime richiedevano, per quanto potesse essere problematico, introdurre una discontinuità di fatto nella tradizione che vedeva possibile il ministero ecclesiastico dell’iconografia canonica solo per gli uomini, meglio se monaci.

Marija Sokolova assimilò profondamente l’esperienza del suo maestro, divenendo restauratrice, ma in realtà anche vera e propria iconografa, attività al tempo proibita dallo stato.

Poco prima della seconda guerra mondiale fu espulsa da Mosca e inviata a Semkhoz dove passò la seconda metà della sua vita, impegnandosi nei restauri delle icone e degli affreschi della Laura della Trinità fondata da San Sergio di Radonez restituita nel 1946 alla Chiesa Ortodossa Russa.

A partire dal 1958, organizzò una vera e propria scuola di iconografia che diresse per oltre venti anni, pubblicando un manuale di disegno (ТРУД ИКОНОПИСЦА; Nun Juliana and the Preservation of Russian Icon Painting) e articoli sulla rivista del Patriarcato di Mosca, difendendo la fedeltà alla tradizione antica di scrittura delle icone andata in decadenza e per molti aspetti trascurata anche in Russia.

Nel 1970, in una celebrazione privata, divenne monaca prendendo il nome della giovane martire S. Giuliana, non potendo per la situazione politica dello stato russo, dichiarare pubblicamente le proprie scelte di fede. La sua mano scrisse la prima icona di S. Andrea Rublëv, in cui il Santo ha in mano l’icona della Trinità.

A detta degli esperti ha avuto un ruolo determinante nella rinascita della iconografia russa avviando molti discepoli sulle vie di quest’arte e riaprendo, insieme a molti altri, con fede e passione, malgrado ostacoli di ogni genere, il cammino dell’arte iconografica come ministero ecclesiale.

"We should remember Mother Juliana, not only as an icon painter, but also as a Christian human being who lived in God in all her activities, professional and otherwise. In our days this is exceptionally rare; it is a glimpse of the disappearing Russia, the holy Russia" (Da una lettera scritta nell' Aprile 1983 dall' archimandritea Ioann Krestjankin, del monastero della Dormizione di Petser - Pskov, Estonia).

 

C. Vasciaveo

 

 

Stichirà di S. Giuliana di Nicomedia martire

 

Come dote preziosissima, hai offerto allo Sposo,

o vittoriosa piena di gloria,

una santa folla che ha creduto

grazie ai prodigi che con la tua fede

hai compiuto, mostrandoti in Cristo superiore

alle pene, al fuoco bruciante, alle torture:

in Cristo che dal cielo, o vergine, divinamente

operando ti ha concesso la vittoria.

S. Giuliana martire
S. Giuliana martire


Canti

Per la prima volta edizione critica ed edizione in italiano moderno

del testo di S. Maria

Maddalena de’ Pazzi

 

Quaranta Giorni

 

Prefazione di Mons. A. Bellandi, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Firenze, già Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale.

Le parole di 

Papa Francesco

 

Omelie

 Madre Pacifica del Tovaglia amica e segretaria  di

S. Maddalena 

 

 

+  28 Settembre 1627

 

Le Madri di

S. Maria degli Angeli


Venerable

Rosemary Serio

(English)

9 Maggio Commemorazione

 

       

Video della

Terra Santa