VITA cap. 6-9

L’importanza e la fatica di relazioni mature

con Dio e le creature


Cenni sul contesto storico-ambientale


* Non è facile ricostruire con fedeltà quale fosse lo stile di vita delle Carmelitane all’Incarnazione di Avila, dove Teresa trascorse 27 anni e si formò come donna e come carmelitana. I testi di Teresa non sono finalizzati ad una descrizione storica della vita dell’Incarnazione, ma sono il vissuto esperienziale di come lei li ha vissuti. Vanno, quindi, integrati con altre fonti e correttamente interpretati. Certo conosceva bene le evasioni che ci si poteva prendere anche nella vita religiosa.


* All’Incarnazione di Avila, Teresa conobbe la Regola del Carmelo, alcuni testi tradizionali come l’Institutio promorum monachorum, ma anche molti dei testi “di moda” nella letteratura spirituale del tempo, provenienti da vari Ordini (soprattuto Francescani e Gesuiti: come Osuna, Pedro de Alcantara, ecc.) e anche dal clero secolare (come Juan de Avila).

 

- Essi erano segnati dalla devotio moderna e attenti ad un recupero della soggettività e della spontaneità nella preghiera. L’esigenza era molto sentita tra le donne che erano escluse dalla conoscenza del latino e quindi dai testi della Liturgia che pure le impegnavano per molte ore (oltre cinque al giorno per le monache) nel canto e nella recitazione.

 

- Secondo gli usi del tempo, è probabile che, all’Incarnazione, la preghiera personale consistesse in un breve prolungamento (non oltre mezz’ora) di silenzio dopo gli atti liturgici. L’orazione era invece la preghiera personale della monaca, a libera scelta, tema e durata che si svolgeva spesso in cella, per chi ne aveva una (solo le nobili).


* All’Incarnazione di Avila, Teresa condivise con molte Sorelle carmelitane e amiche esterne (come la vedova Guiomar de Ulloa), la ricerca di una vita spirituale meno esteriore, seppure ritmata da molti atti religiosi, e più vera e profonda sul piano delle amicizie interpersonali. Di queste amiche, diverse parenti, provenienti da famiglie di ebrei convertiti, circa 34, la seguirono nei nuovi Carmeli, diventando priore e formatrici. La storia di questo gruppo è ancora da esplorare. Senza questo movimento condiviso di un nuovo modo di vivere come donne al Carmelo, più rispondente alle esigenze del suo tempo, Teresa da sola, poco avrebbe potuto fondare.


* Entrando molto giovani in monastero, è evidente che in esso le donne affrontavano una propria maturazione relazionale ed affettiva. Che in tale cammino ci siano talora dipendenze e bisogni affettivi non sorprende. Teresa, ricca di una forte comunicativa, fu impegnata per molti anni in tale maturazione. Riconosceva il bisogno di relazioni amicali significative con uomini e donne, ma temeva di diventarne dipendente, tanto da sperare di risolvere il problema evitando, almeno nelle norme date per le sorelle, il rischio del parlatorio. Ma senza relazioni, anche con loro limiti ed errori, non si vive e lo sperimentò bene in se stessa, fino al termine della vita.

 

 

DOMANDE


1) Cosa S. Teresa desiderava comunicare?
2) Cosa ha volutamente taciuto?
3) Cosa lo Spirito desidera comunicarci oggi attraverso Teresa?

 

 

ALCUNE ESPRESSIONI GUIDA

 

1) E’ sempre il Signore che conduce la ricerca della creatura.

 

Bendito seáis por siempre, que aunque os dejaba yo a Vos, no me dejasteis Vos a mí tan del todo, que no me tornase a levantar, con darme Vos siempre la mano.

(Benedetto, siate - Signore -, per sempre, perché mentre io vi abbandonavo, Voi non mi abbandonavate mai così del tutto, che non tornassi ad alzarmi, dandomi Voi sempre la mano. V 6,9. Cf S. Agostino, Confessioni)

 

2) Anche Teresa ha conosciuto il tempo grigio dell’abitudine, del lasciarsi vivere, del distrarsi per non pensare. Poiché un impegno diretto nella preghiera avrebbe posto troppo domande inopportune, pure quello fu scartato (forse dal 1540 al 1543), mentre si dedicava a convincere altri a farlo.

 

Pues así… de pasatiempo en passatempo…yo tenía vergüenza de en tan particular amistad como es tratar de oración tornarme a llegar a Dios.

(Poi di passatempo in passatempo… io ebbi vergogna di continuare quella particolare amicizia che consiste nell’orazione che unisce a Dio. V 7, 1).

 

3) Teresa identifica per se stessa, i pericoli maggiori nelle visite esterne e reclama la clausura. Però poi afferma che, senza condivisione di amicizia, è davvero difficile anche capire cosa significhi sul serio pregare. In realtà, a più riprese, aveva rifutato consigli di una monaca più anziana (V 7,9). Più tardi, avrebbe scoperto che i problemi possono vengono anche dall’interno della persona e della clausura, per immaturità, eccesso di solitudine e sottili tentazioni di potere.

 

Por esto me parece a mí me hizo harto daño no estar en monasterio encerrado

(Per questo, mi pare, che il mio danno fu non stare in un monastero con clausura. V 7,3).

 

Por eso, aconsejaría yo a los que tienen oración, en especial al principio, procuren amistad y trato con otras personas que traten de lo mismo. Es cosa importantísima.

(Per questo, consigierei a chi vuol pregare, particolarmente al principio, di procurarsi amicizia e relazione con altre persone che facciano questo. E’ cosa importantissima. V 7,20).

 

4) Nel ripercorrere la sua storia di vita venata non solo di luci, Teresa riconosce il grande dono della preghiera lo vuole testimoniare. La preghiera non è tanto un metodo ma un ascolto. Si può immaginare la ricchezza di questo ascolto se Teresa avesse potuto normalmente usare una Bibbia, cosa impossibile al suo tempo.

 

Aquí ejercita el amor, que no es por fuerza que ha de haberla cuando hay tiempo de soledad, y lo demás no ser oración.

(Qui è una questione d’amore, che non è per forza avere tempo e solitudine, se no non è orazione. V 7, 12).

 

Tanto contado esto es, como he ya dicho, para que se vea la misericordia de Dios y mi ingratitud; lo otro, para que se entienda el gran bien que hace Dios a un alma que la dispone para tener oración con voluntad, aunque no esté tan dispuesta como es menester, y cómo si en ella persevera.

(Tanto insisto su questo, come ho detto, perché si veda la misericordia di Dio e la mia ingratitudine perché si intenda il gran bene che fa Dio a un’anima quando questa si dispone a pregare con buona volontà, anche se non vi si disponesse al meglio, purché vi perserveri. V 8, 14).

 

Y si persevera, espero yo en la misericordia de Dios, que nadie le tomó por amigo que no se lo pagase; que no es otra cosa oración mental, a mi parecer, sino tratar de amistad, estando muchas veces tratando a solas con quien sabemos nos ama.

(E se si perservera, spero dalla misericordia di Dio che nessuno mai preso per amico senza riceverne qualcosa; che non è altra cosa pregare interiormente, a mio parere, se non un rapporto di amicizia, stando molte volte da soli con Colui che sappiamo ci ama. V 8, 20).

 

SUGGERIMENTI DI METODO

 

1) Al primo posto rimane la scoperta della fiducia che il Dio amico ha per tutti, continuamente rinnovata.

 

2) Occorre distinguere il racconto della vita di Teresa (problemi, cause, rimedi, a volte datati e parziali) dalla storia di salvezza che in essa si dipana e le scoperte che ha fatto sulla preghiera. Queste indicazioni rimangono valide al di là del tempo.

 

3) L'amicizia come categoria base dell’incontro con Dio e con fratelli e sorelle. E’ una delle forme della categoria biblica dell’alleanza.

 

ANNOTAZIONI

 

- Non bisogna ignorare il problema che tante donne, insieme a Teresa, vivevano e segnalavano nell’esigenza di una vita carmelitana più rispondente al proprio tempo e alla propria esperienza di fede, dopo averlo magari mascherato sotto una tranquilla routine monastica per molti anni, apparentemente regolare, ma vuota di senso e di prospettive.

Teresa ha aperto una strada che, a volte, è stata presa più come traguardo che come metodo. Molte figlie di S. Teresa si sono interrogate, nel nostro tempo, su come riprendere il cammino e le risposte sono state molteplici. Nella loro complessità, senza censure e pregiudizi, andrebbero considerate. C'è chi ritiene che l’unica fedeltà possibile sia quella della ripetizione letterale dei suoi gesti particolarmente ascetici (Priora dell'Incarnazione di Avila), non ritenendo di dover avere alcun confronto con la post-modernità. Altre ritiengono che il discernimento profondo operato da Teresa debba essere condiviso dalle sue figlie e sorelle di questo tempo (Madre Cristina Kaufmann, priora di Matarò e poi madre federale in Spagna),

Altre hanno deciso, invece, con profondo travaglio, di cercare strutture più semplici, come Madre M. Teresa Tosi, del Carmelo di Bologna, intervistata da S. Zavoli nel 1958 e poi fondatrice delle Piccole Sorelle di Maria di Collepino. Una storia aperta, quindi.

 

- Un problema che non si può ignorare sono le malattie di Teresa. Sotto un profilo strettamente medico è sicuro che abbia sofferto di malaria, ma con buona probabilità anche di brucellosi (endemica nella Spagna del tempo, malattia contratta dal latte e derivati) che può essere stata alla base delle crisi epilettiche cui andò soggetta.  Non si può trattare questi temi in forma apologetica, né costruire un'intera cartella clinica sui dati, pur presenti e non rari delle infermità di Teresa, dichiarati nei suoi scritti senza altri riscontri oggettivi.

Ma sarebbe necessario condurre uno studio analitico e serio, non ideologico, su tali malattie. E' possibile che abbia sofferto anche, per dei periodi, di somatizzazioni, per le tensioni certo molto serie che il suo vissuto di donna con una vera ricerca religiosa, in un contesto storico difficilissimo, si trovò ad affrontare.

 

- Interessante lo studio delle frequenze nelle parole di Teresa: che sia stata una donna d'azione ce lo rivela il primato del verbo fare (hacer = 7631) insieme ad essere un'ottima e seducente interlocutrice (decir = 6948).

Interessanti i verbi di movimento  come andar (919), tornar (761) e salir (uscire = 435).

Importante anche è guardar (541) e l'amicizia (amistad = 128). Decisamente meno spazio, invece, hanno in tutti i suoi scritti la clausura (encerramiento / encerrar = 48)  e il silenzio (silencio = 24).


Canti

Per la prima volta edizione critica ed edizione in italiano moderno

del testo di S. Maria

Maddalena de’ Pazzi

 

Quaranta Giorni

 

Prefazione di Mons. A. Bellandi, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Firenze, già Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale.

Le parole di 

Papa Francesco

 

Omelie

 Madre Pacifica del Tovaglia amica e segretaria  di

S. Maddalena 

 

 

+  28 Settembre 1627

 

Le Madri di

S. Maria degli Angeli


Venerable

Rosemary Serio

(English)

9 Maggio Commemorazione

 

       

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Terra Santa