"Un ardentissimo amore"

 

SCHEMA PER UN GIORNO DI RITIRO



Il Cammino 36-42

All’inizio del Cammino

  

* Finendo di commentare il Padre nostro, Teresa si sofferma sull’invocazione di non essere abbandonata nella tentazione. Questo le dà occasione di aprire una riflessione sui vari tipi di tentazioni più frequenti tra le monache: le paure, lo scoraggiamento; il non riuscire più a discernere i doni di Dio ricevuti; il parlare troppo di virtù che si rivelano ben fragili quando messe alla prova.

 

* Si ricorda che Teresa aveva intitolato questo testo come “Pater noster”. Altri hanno ripreso una sua espressione è lo hanno tramandato come “Cammino di perfezione”. Per lei, centrale era una preghiera vera, una vera preghiera del Padre nostro che fosse itinerario di trasformazione. Le accentuazioni di “perfezioni” sono venute dopo e da altri.

 

* Pare interessante, al termine del Cammino richiamare tre grandi snodi di questa riflessione sul Padre nostro: l’ecclesialità della preghiera cap. 1; l’ambiente che consente e sostiene lo sviluppo della preghiera (la comunità di S. Giuseppe, per Teresa, ma per ciascuno il suo contesto vitale) cap. 2-15; ed infine, un itinerario, un percorso nella vita spirituale che non conosce solo passi avanti (la partita a scacchi o la corrida) ed ha come mappa l’esperienza di Teresa e il Padre nostro, cioè il Vangelo, cap. 16-42.

 

Dalla preghiera alla vita   

 

“Dio, nella sua infinita bontà,

è spinto alle volte a comunicarsi

fin da questa vita

a dei poveri peccatori”.

 

 

Per continuare il ... Cammino

 

1) E’ forte e marcato nel Cammino il primato della Grazia. Teresa non nasconde mai la serietà del risposta umana nella vita cristiana, ma è convinta del primo passo che lo Spirito opera per avviare tale incontro. E’ di estrema modernità una concezione “terapeutica” della contemplazione (Cf C 32,8), tanto sperimentato da Teresa, Edith Stein e tanti altri.



2) “Amore e timore” i due “fortissimi castelli” (dos castillos fuertes): Teresa evidenzia il primato della Grazia nell’amore del Padre e del Figlio ed insieme, la necessità di uno sguardo vero su sé stessi e sulle proprie miserie. Teresa accetta la sfida dell’analisi della sua vita come aveva avuto il coraggio di sottoporre ad analisi le strutture monastiche insoddisfacenti in cui pure aveva iniziato, che non le consentivano di crescere nell’amore che lo Spirito le donava. Ci si chiede: le tante strutture che a Teresa si rifanno o si ispirano hanno il coraggio di pari onestà nell’oggi?

 

3) Teresa conosceva bene le tentazioni delle monache, particolarmente del suo tempo. Oggi, cinque secoli dopo, in un cammino di Chiesa e di società più ricco e complesso, quali tentazioni si dovrebbero integrare? A parere del cardinal Martini: “Secondo la Bibbia, la giustizia è più del diritto e della carità: è l’attributo fondamentale di Dio. La giustizia deve vegliare affinché il diritto, così com’è formulato dalle leggi, consenta a tutti gli uomini un’esistenza dignitosa. Gesù ha dato la sua vita per la giustizia. Si è schierato dalla parte dei poveri, dei sofferenti, dei peccatori, dei bambini e delle donne. Chi si comporta così dà fastidio” (Conversazioni notturne a Gerusalemme, 2008).

Quali provocazioni può apportare a questo cammino, alla trasformazione che deve operare una vera preghiera cristiana, la testimonianza di un odierno “uomo di Dio”?


Canti

Per la prima volta edizione critica ed edizione in italiano moderno

del testo di S. Maria

Maddalena de’ Pazzi

 

Quaranta Giorni

 

Prefazione di Mons. A. Bellandi, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Firenze, già Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale.

Le parole di 

Papa Francesco

 

Omelie

 Madre Pacifica del Tovaglia amica e segretaria  di

S. Maddalena 

 

 

+  28 Settembre 1627

 

Le Madri di

S. Maria degli Angeli


Venerable

Rosemary Serio

(English)

9 Maggio Commemorazione

 

       

Video della

Terra Santa