Da: S. M. MADDALENA DI FIRENZE
Creatura consegnata al fuoco dello Spirito
L'itinerario spirituale

Chiara Vasciaveo
in Horeb 1 (2007) pp. 83-89


In più circostanze d. Divo Barsotti ha sostenuto che: «Oggi si possono studiare i santi e si studiano più di quanto non si fossero studiati forse nel passato.

Ma si tratta di studio, di fatto la presenza di loro non è viva molto spesso, nella vita dei fedeli...

Se è necessario per noi studiarne la vita, la dottrina spirituale più necessario di tutto è viverne un rapporto fraterno.

 

I santi sono là dove siamo noi. Se Gesù è presente sempre a ciascuno come Colui che dà la vita, come colui che chiede tutto l'amore e ci dona tutto se stesso, i santi sono là il Signore ha voluto che fossero i loro fratelli e sorelle».

 

Facendo tesoro del suo richiamo di maestro e testimone, si è scelto di accostare S. Maria Maddalena (1566-1607), non per amore di archivi polverosi, incapaci di riscaldare il cuore e di suscitare un pur lontano guizzo di vita, ma per riscoprirla come dono del Signore alla Chiesa e al Carmelo. Nelle lettere lei amava firmarsi «Vostra affezionatissima Sorella». A partire da questo suo dirsi, si vuole riaccoglierla come Sorella ed anche Maestra di vita spirituale.

 

Sempre gli ha gustato

il libro dei Vangeli

 

L'esperienza del Dio comunicativo, per la carmelitana fiorentina, maturò nell'ascolto della Parola accolta nel concreto farsi della Liturgia.

 

L'intero anno liturgico ritma la sua esperienza spirituale: entra in Carmelo per l'Avvento, inizia il postulandato per l'Immacolata, professa nella celebrazione della Trinità, vive con intensità sempre nuova la Pentecoste, scava nella sua vocazione contemplativa e profetica per la solennità dell'Assunta, caparra della creatura divinizzata per grazia.


Un dato ricorrente nell'itinerario maddaleniano è
il suo desiderio di conoscere, di formarsi, a partire dalla Scrittura:«Il lume e la cognitione che haveva di Dio non l'acquistò in leggere libri curiosi, perché leggeva il libro dei Vangeli che sempre gli ha gustato più che qualsivoglia libro».


Suor Selvaggia Morelli, sua maestra nel monastero di S. Giovannino delle Cavalieresse, inoltre, precisava durante il processo canonico: «Mi sovienne in particolare che ella ogni sabbato, pigliando il libro dell'evangelii, dall'evangelio che correva la domenica seguente pigliava due o tre punti a sua elettione e sopra quelli
si essercitava nella meditatione per tutta la settimana, nella quale meditatione consumava due ore in circa

la mattina et una la sera».


I primi grandi temi della sua riflessione furono,
in una prima fase, intensamente dominata dagli echi cateriniani, il Crocifisso (Agnello immolato), la Trinità e l'esemplarità di Maria nel vissuto cristiano.

 

Il roveto è il cuore

che riceve lo Spirito

 

L'intera avventura spirituale di S. M. Maddalena si pone sotto il segno dello Spirito, donato dal Padre e dal Figlio, accolto in un cammino sponsale e divinizzante pur nella notte della storia e di una Chiesa spesso resistente, se non chiusa, alla sua opera.

 
Nel giorno di Pentecoste del 1585 si proclamava
il capitolo 14° di Vangelo di Giovanni. Il tema della Parola e della Pace donata dal Figlio coinvolsero la sua intelligenza ed interiorità come noi mai.

 

A partire dall'elevazione dell'Eucaristia, Maria Maddalena fu coinvolta nei fulgori stessi di quella Parola. Come ella aveva intuito: «Et quel cuore che riceve esso Spirito è quel rubo che vedde Moise, che arde e non consuma (Es 3,2-3)».

 

E il suo cuore di diciannovenne prese fuoco, coinvolto in un'esperienza assai simile a quella dei discepoli di Emmaus. Il «Dio comunicativo», secondo Maddalena, da sempre offre il suo Spirito e il suo essere in un «bacio» che  un'estesa, tradizione mistica da Origene a Bernardo, le testimoniava.

 
Per S. Maria Maddalena, è un "bacio di pace" quello che
ha generato l'incarnazione del Verbo e la divinizzazione della creatura, specchio della Trinità:«Fu data questa pace in paradiso nel trono della Trinità, fra la divinità e l'humanità, fra il Verbo e Maria, fra Maria e il Verbo, fra il Verbo e la creatura, fra la creatura e il Verbo».

 

Il "bacio" divenne quindi, per S. Maddalena, cifra globale della grazia nell'incontro tra Dio e l'umanità nella Parola fatta carne, perché tutta la storia della salvezza potesse compiersi nella creatura.

L'inizio di questo incontro,  significativamente, è donato nell'Eucaristia, mentre la maturità spirituale, avrebbe detto in seguito, richiede di essere capaci non solo di essere baciate dallo Sposo, ma di camminare con Lui e al suo passo.

 

L'ansioso desiderio

 

L'esperienza certo ristretta di quattro anni di convento aveva aperto gli occhi, crudamente, all'idealista Suor Maddalena su di una Chiesa che non rispondeva, neppure alla lontana, alla freschezza dell'Evangelo...

 

Per questo, scrisse e dettò, già dall'estate del 1586 diverse lettere, in parte neppure inviate, ad evitare fastidi alla stessa autrice e al suo monastero.  In esse avrebbe voluto interloquire con il papa, Sisto V, che passato alla storia per la grande fortuna economica accumulata. Avrebbe voluto esortare i cardinali ad «innamorarsi un poco» del Cristo, convinta che «vestiti della dolce Verità, seguiranno le pedate sua».

 

Al suo arcivescovo, irresoluto quanto irascibile, Alessandro Medici, avrebbe voluto spiegare che le donne non sono "inutili" nella Chiesa.

 

Anche a costo di incontrare solo incomprensioni, la sua esperienza di Dio la "costringeva" ad essere comunicativa, a consacrare la sua esistenza ad annunciare l'Evangelo e a tessere esili ma indispensabili "trame" di comunione.

 

E a tale missione dedicò la vita, mentre esortava una sorella:«Siate comunicativa perché se non fate frutto voi delle grazie che Dio vi fa, con il comunicarle all'altre, può essere che esse lo faccino». Maturava progressivamente in lei la prospettiva di una vita contemplativa profetica ed evangelizzante, che vivesse del desiderio di una salvezza universale.

 

Per essere sposa e non serva

 

Nell'ultima fase della vita di S. Maddalena (1595-1607), ancora una tappa è possibile individuare, caratterizzata da una profonda discrezione esteriore, segnata, però, da una significativa effusione evangelizzatrice.

 

Al termine della vita ella sperimentava sempre con maggiore evidenza di dover, evangelicamente, «ritornare piccola», di essere chiamata a vivere la beatitudine dei poveri in spirito, perché solo i poveri possono fidarsi ed affidarsi alla forza di uno Spirito che opera sui tempi lunghi.

 

A differenza di come la tradizione successiva avrebbe ricordato tale periodo ("nudo patire"), grazie ad un'importante promessa del 1595, di recente ritrovata, altra sembra essere stata la prospettiva originaria:

 

«Io Suor Vangelista, a honore dell'eterno Padre. Io ricordo come suor M. Maddalena oggi questo dì primo di maggio 1595 ha promesso a Dio di volere essergli sposa e non ancilla per maggior suo honore e perché si compiaccia in lei e maggior aiuto del suo donativo, ha promesso di camminare nuda col suo Dio e udire solo la sua voce e di quelli che tengono il luogo suo e quando fussi dubbiosa di cosa alcuna vuole prendere consiglio prima dal nudo Cristo e dalla più nuda anima che scorgeranno gli occhi sua e da sua superiori».

 

Sembra, infatti, stando ai testi e non ai commenti, che il cuore dell'esperienza maddaleniana, non si concentrasse sulla sofferenza (generata anche dai problemi di salute e da un'ascesi poco equilibrata), ma consistesse nell'approfondimento teologale di un'alleanza sponsale con il Signore, capace di accogliere una sequela "a caro prezzo" non per i doni di Dio, il "salario" dell'ancella (bramati da taluni "spirituali" di ieri e di oggi), come pure si era firmata nel 1586, ma ricca di un "amore puro", "morto", ossia di sposa, come quello del Figlio, senza contropartite neppure psicologiche.


S. Maria Maddalena, in una Chiesa dibattuta nella "riconquista" e nella difesa di spazi sociali, ha testimoniato "semplicemente" il primato di Dio
e della sua Parola, la rivelazione di un Dio Trinità che è comunione, generante dialogo, comunicazione ed accoglienza tra soggetti diversi, donne e uomini...

 

Tra i piccoli e i poveri del Vangelo ella è stata felice, come la Vergine Maria, perché ha saputo con coraggio e tenerezza «portare il tesoro nascosto» della Parola, «il tesoro nascosto» del Verbo stesso, nel fuoco dello Spirito, attraverso le contraddizioni del suo tempo, per generarlo al mondo.

 


Canti

Per la prima volta edizione critica ed edizione in italiano moderno

del testo di S. Maria

Maddalena de’ Pazzi

 

Quaranta Giorni

 

Prefazione di Mons. A. Bellandi, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Firenze, già Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale.

Le parole di 

Papa Francesco

 

Omelie

 Madre Pacifica del Tovaglia amica e segretaria  di

S. Maddalena 

 

 

+  28 Settembre 1627

 

Le Madri di

S. Maria degli Angeli


Venerable

Rosemary Serio

(English)

9 Maggio Commemorazione

 

       

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Terra Santa