S. Caterina de’ Ricci

 

Vera discepola di S. Caterina da Siena, la fiorentina S. Caterina de' Ricci provava un'intensa pena nel contemplare, durante la preghiera, la resistenza all'opera dello Spirito di troppi, anche dentro la Chiesa.

 

* “O Signore, que’ frati che io ti ho raccomandato: io non posso dire, tu gli sai. E mi scoppia el cuore.

O monacaccie, o fratacci, tornate,

guardate el vostro creatore, convertitevi,

ché né velo né benda o cappuccio vi può salvare”.

 

* “Molto amaramente pianse e disse essere andata alla città di Pisa e d’Ancona, dove il Signore le mostrava le grandi scellerità e la bruttezza di molte anime,

così di religiosi e monache

come di secolari, e disse: e’ bisogna che

Dio mandi presto el suo soccorso.

 Desta poi del ratto, molto stringeva poi la soppriora,

ché la lasciassi andare alla solitudine…a pregare

per quelli peccatori”.

 

* “Piangeva la moltitudine de’ peccati che si fa

nella città di Firenze, dicendo : ohimé!

Che io non posso sopportare che tanto Sangue

sia sparso invano per loro

e vorrei ch’el Signore li convertissi”.

 

* “O Sposo mio, tu non hai negare nulla alla tua sposa.

Deh! Fammi questa grazia: rinnuova un poco la tua Chiesa! Tu vedi pur come la sta, che ella non ha più forma di Chiesa. Deh! Volgi un poco l’occhio sopra di lei

della tua misericordia e sopra tutti i peccatori”.

 

* “Signor mio, io ti raccomando li poveri peccatori

 e fratacci e le monachaccie:

le son venute alla santa religione

per servire a te e così ti promessono,

 e tu sai come le si portano.

Ancora li pretacci ti raccomando, Signore.

Poi disse: Oh, oh, oh!

Questo bisogna tacere.

Oh! Quanti giuda ci sono in questa Chiesa.

 Rinnuova rinnuova, Signore, questa Chiesa,

ché tu vedi che non ha più forma di Chiesa”.

 

* “O Amor mio, rinnuovaci tutti!

Tu vedi come noi stiamo:

non ci è più chi possa placare l’ira tua.

Deh! Amor mio, tu vedi che noi siamo duri,

non temiamo nulla.

Tu hai mandato tanti segni

e noi non ci moviamo.

O vuoi tu che noi stiamo così?

Vuoi tu che quel prezioso Sangue che tu versasti

da quelle preziosissime tue vene con tanto amore

sia sparso invano per li miseri peccatori? Deh!

Facci misericordia e rinnuovaci e tiraci,

 percuotici e gira tondo, gira per tutto, Signore,

ché tutti ne abbiamo bisogno”.

 

 

 

 

 

 


Canti

Per la prima volta edizione critica ed edizione in italiano moderno

del testo di S. Maria

Maddalena de’ Pazzi

 

Quaranta Giorni

 

Prefazione di Mons. A. Bellandi, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Firenze, già Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale.

Le parole di 

Papa Francesco

 

Omelie

 Madre Pacifica del Tovaglia amica e segretaria  di

S. Maddalena 

 

 

+  28 Settembre 1627

 

Le Madri di

S. Maria degli Angeli


Venerable

Rosemary Serio

(English)

9 Maggio Commemorazione

 

       

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Terra Santa