B. Maria Bartolomea Bagnesi
"Ho udito in me la voce dello Sposo"
28 maggio 2007

 

 

 

 

Lettera aperta del Carmelo di Firenze
per i 430 anni dalla morte della Beata Domenicana
Firenze 1514 - 1577
 


Carissimi Fratelli e Sorelle,

Amici tutti del nostro Carmelo,


un dettaglio della biografia maddaleniana è piuttosto singolare. Infatti, mentre Santa Maria Maddalena scelse in un trasporto quasi eccessivo, sedicenne, una modalità di vita religiosa claustrale, pur sempre figlia del suo tempo, finì per privilegiare, come riferimento per la sua esperienza spirituale, due donne, laiche consacrate, entrambe domenicane: Caterina da Siena (1347-1380) e Maria Bartolomea Bagnesi (1514-1577).


La seconda, la cui importanza non si può sottovalutare per l'intero Carmelo S. Maria degli Angeli, è poco nota e merita una riscoperta per la stessa diocesi di Firenze. Infatti, in questo 2007, non solo vede la celebrazione del quarto centenario della morte della Santa, ma ricorrono i 430 anni dalla morte della Beata Suor Maria, a 200 anni dalla sua beatificazione.

 

Sempre in questo 2007, felice coincidenza, si ricordano gli 800 anni dalla fondazione della prima comunità di sorelle di Santa Maria di Prouille, all'origine dei Frati Predicatori e della testimonianza femminile nell'Ordine Domenicano.

 

La presenza, ora nel capitolo, ma in origine sotto l'altar maggiore, del corpo della Beata Bagnesi è ben altro da una semplice devozione. La sua comunione, infatti, in vita e morte con il Carmelo fiorentino, costituisce un dato ecclesiale da riscoprire, cifra silenziosa di congiunzione tra l'opera riformista savonaroliana e quella maddaleniana, tra il carisma contemplativo del Carmelo e la dedizione per l'annunzio della Parola dei Domenicani che hanno avuto un ruolo di primo piano nel plasmare, con una incisiva impronta biblico-liturgica, l'autentica spiritualità di Santa Maria Maddalena.


Nella comunione dei Santi, i diversi carismi ecclesiali si arricchiscono e si aprono a prospettive più ampie. Vogliamo porci alla scuola della Beata Bagnesi, per imitarla nella sua passione per la Parola, per la sua capacità di discernimento e di comunione.

 

S. Maria Maddalena figlia della Chiesa di Firenze

e dei suoi Testimoni

 

Si chiedeva d. Divo Barsotti: «Quando si scriverà una storia della Chiesa fiorentina? Quello che Firenze ha dato al mondo è certo di una grandezza e di una ricchezza senza pari, ma prima dei suoi monumenti: le sue chiese, le sue abbazie, i suoi conventi - ci parlano di Dio i suoi figli più grandi. Il Quattrocento sarà dominato da Giovanni Dominici, da Antonino Pierozzi, dal Savonarola...Fedeli nella venerazione al Savonarola saranno, nel secolo di Michelangelo, santa Caterina de' Ricci e san Filippo Neri. Alla fine del secolo sorgerà su Firenze l'astro di santa Maria Maddalena de' Pazzi».


Davvero la carmelitana fiorentina sembra sintetizzare tanto nelle passioni che ne animarono la vita, quanto nei limiti umani, innegabili, che ne segnarono il cammino storico, un'importante periodo della spiritualità italiana, radicata profondamente al cammino spirituale della sua città natale.

 

Probabilmente, la scomunica del Savonarola e la necessità di continuare la sua opera in un modo sommesso e per taluni aspetti carsico, non ha favorito la necessaria messa a fuoco di un legame pur intuito da taluni studiosi, tra la Santa carmelitana e il frate domenicano, al di là delle lettere ben note indirizzate dalla Santa alla più fedele discepola del Savonarola, S. Caterina de' Ricci di Prato o la stima nutrita la comunità domenicana della Crocetta in Firenze, fondata dalla B. Domenica Narducci da Paradiso, ben stimata e nota ai tempi della Santa.

 

Sappiamo ben conosciuti e studiati i contatti di S. Maria Maddalena con i padri gesuiti, ma assai più variegata e complessa è stata la sua formazione ecclesiale che ha fatto di una figlia della Chiesa di Firenze, una significativa maestra di vita spirituale non solo per il mondo secentesco ma anche per la Chiesa attuale.

 

Oggi è ormai noto come sia la Bagnesi che il suo confessore, poi governatore del monastero, d. Agostino Campi da Pontremoli (+ 1591), furono assai vicini agli ambienti riformistici di matrice savonaroliana, insieme al p. Alessandro Capocchi (+ 1581), domenicano, assiduo predicatore al Carmelo fiorentino.

 

Alla loro presenza, nel ricordo vivo delle esortazioni cateriniane, fu anche dovuta la passione per la Parola e per la riforma della Chiesa che segnava a fuoco il Carmelo fiorentino. E dalla biblioteca della Bagnesi derivarono molti dei testi fondamentali di lectio divina usati nel noviziato del Carmelo su cui si formò S. Maria Maddalena.

 

Et poi le temono che no' sia conosciuta

 

Carissimi, ci corre l'obbligo di rammentare il fatto che S. Maria Maddalena ammirava Suor Maria, come lei abitualmente chiamava questa sua madre spirituale, ritenendo che ella era una «che ha conosciuto il mio Amore» (QG, 143) e «sebbene la Madre Suor Maria non aveva tanto scritto, predicato, e fatto libri, et condotto apertamente tante creature a Jesu come aveva fatto lei ... avendo condotto secretamente molte creature a Jesu con le orazione, e con la sua dolce ed efficace esortazione...con l'esempio della sua gran pazienza in una sì lunga e grave infirmità...e quel che più importa aveva amato Jesu grandemente come Santa Catherina» (QG, 234-235).

 

Inoltre attribuiva a lei la guarigione improvvisa (il 16.6.1584, forse da una prima infezione tubercolare) che l'aveva portata a professare in infermeria, temendo le superiore per la sua vita (QG, 182).


Canti

Per la prima volta edizione critica ed edizione in italiano moderno

del testo di S. Maria

Maddalena de’ Pazzi

 

Quaranta Giorni

 

Prefazione di Mons. A. Bellandi, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Firenze, già Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale.

Le parole di 

Papa Francesco

 

Omelie

 Madre Pacifica del Tovaglia amica e segretaria  di

S. Maddalena 

 

 

+  28 Settembre 1627

 

Le Madri di

S. Maria degli Angeli


Venerable

Rosemary Serio

(English)

9 Maggio Commemorazione

 

       

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Terra Santa