Lettera aperta del Carmelo di Firenze
per i 430 anni dalla morte della Beata Domenicana
Firenze 1514 - 1577
 

 

III parte

 


«Prendere vigore e consolazione ascoltando le Scritture»

 

Uno stile da fioretti caratterizza i profili della Beata disponibili, anche se, probabilmente, motivi di opportunità consigliavano di non esplicitare il legame col Savonarola. La sintonia di questa laica domenicana con le sorelle di S. Maria degli Angeli fu tanto profonda che giunse fino all'ipotesi di una coabitazione, arrestata solo dalla sua morte. Da tale affinità spirituale fu conquistata anche S. Maria Maddalena che serbò, durante tutta la propria vita, un'autentica venerazione per la defunta.

 
Nata in una famiglia di nobile casato era: «Bella di corpo, di statura mediocre, sottile e tutta allegra, incominciando a parlare, aveva imparato certe laude di Dio, le quali cantava con molta giocondità e giubilo» (BC, 2r).

 

Secondo il p. Capocchi, che l'aveva conosciuta:«Ardeva di carità e amor di Dio e del proximo» (BC, 7v). Rimasta presto orfana di madre, si occupò dell'intera famiglia, unendo impegni quotidiani e cammino di crescita spirituale.

 Non mancarono difficoltà nella sua esistenza, anche per vicende dei propri familiari e a causa di problemi economici.
 

In modo contrario al desiderio del padre vedovo e dopo molti travagli di salute che la provarono profondamente, dinanzi ai suoi rifiuti di una scelta di vita religiosa:«Volse pigliare l'habito di San Domenico; fu vestita da Maestro Vittorio di Mattheo frate di santo Domenico del convento di santa Maria Novella e nelle mani sua fece la Professione in capo all'anno e tutto si exequì nella sua camera, dove stava inferma» (BC, 11v-12r).

 

Dalle fonti disponibili in archivio, al di là di guarigioni inspiegabili e miracoli prevedibilmente citati e illustrati, sembra quasi difficile mettere a fuoco i motivi del profondo apprezzamento che tanti e diversi personaggi, laici e religiosi ebbero per questa donna.

 

Eppure, simili difficoltà, sembrano solo posteriori, tanto convinta e diffusa era  la fama di santità durante la vita e dopo la morte della suor Maria: «Alla sua morte, per diversi giorni il suo corpo fu oggetto di venerazione popolare ...  fino alla sepoltura, dopo un corteo trionfale,  presso il Monastero carmelitano di S. Maria degli Angeli, sotto l'altar maggiore.

 

E tra i tanti episodi, un frate malcontento di essere stato coinvolto nel trasporto della salma, ebbe l'impressione di ritrovarsi  ai tempi di Gesù: "Mi pareva che questo fussi, a punto, come quando Jesu Christo vivea in questo mondo e andava per le strade"» (BC, 20r-21r).


Centrale nella vita spirituale della Bagnesi, era la sua attenzione per la Passione del Signore e l'ascolto della Parola. Particolarmente caro al suo cammino di fede fu il Cantico dei Cantici, che il p. Capocchi provvide a commentare in alcune parti con un'operetta scritta per lei e che ritorna nelle poche lettere conservate da lei dirette a monache carmelitane. Attenta ad un ascolto personale della voce del Figlio che parla nelle creature ella affermava con forza: «Infra l'ottava della Visitazione [2 luglio], trovandomi presente a quel grandissimo e ineffabile misterio della santa messa, particolarmente nella santa epistola, ho sentito che il Diletto veniva saltellando per monti e colli (cf Ct 2, 8ss)...  Certo ch'è la voce del mio diletto. Vuo star audir adunque quello che parlerà in me il mio diletto.  Et chi è cotesto tuo diletto? Dominus Deus. Egli è il mio Signore, Egli è il mio Dio, è ben Dio di tutti si, ma è mio poiché mi si è donato e io lo voglio» (M. B. Bagnesi, Lettera, 18 luglio 1562).

 

In lei risplendevano i doni del consiglio e della consolazione: «Molte persone per suo consiglio lasciorno il mondo e divenono servi di Dio: e era molto accorta ne consigli» (BC, 17v).

 

Una nuova icona della Beata

 

Si è chiesto ad una sorella iconografa, di "scrivere" un'icona che "rileggesse" nell'oggi il carisma di ascolto, mistico e cristocentrico, della Beata. Essa mostra la B. Maria, che aveva professato in forma laicale nell'Ordine Domenicano, con l'abito bianco e il mantello della "santa predicazione" che ella esercitò con la parola e il consiglio, pur dal suo letto di «inferma», come si firmava.


Tra le mani stringe un Crocifisso (evocante il celebre capolavoro di Giotto in S. M. Novella, comunità domenicana della sua professione), che costituì il nucleo della sua esperienza spirituale, letto alla luce del Cantico dei Cantici, in chiave sponsale quindi, come ci attesta una sua lettera, probabilmente autografa.
 

Al Crocifisso, è unito il giglio, simbolo tradizionale della vocazione verginale.
La mano destra posta sul cuore richiama quell'ascolto attento e personalissimo della voce dello Sposo (cf Os 2, 16-17; Gv10, 3) che parla nell'interiorità della coscienza di ogni creatura, anche nel deserto dell'aridità spirituale e della fragilità fisica.

 

Annunciare il Vangelo con la vita e la Parola è davvero possibile in tutte le vocazioni ecclesiali, facendo rifiorire quella lontana missione ricevuta dalla Maddalena (tanto cara alla venerazione dei Domenicani), dinanzi alla tomba vuota del Risorto: "Va' e annuncia ai miei fratelli...".

 

La Beata fu testimone, per le Carmelitane di S. Maria degli Angeli, del valore della Parola con la sua fedeltà al Signore in una vita certo non facile. La Santa carmelitana ebbe viva nel suo cuore e nelle sue scelte, la passione per la Chiesa locale e la formazione che la Beata le trasmise.

A lei, tradizionalmente invocata, nel nostro Carmelo, come particolare protettrice delle Novizie (QG, 242-243), affidiamo il nostro cammino nella Parola per un itinerario di guarigione di ogni male, fisico e spirituale.


Che anche grazie alla sua intercessione, lo Spirito renda capace il nostro Carmelo, la nostra famiglia religiosa, la nostra Chiesa locale e universale, di sperare nella potenza, come i discepoli del Savonarola dopo la sua morte, oltre ogni possibile disincanto e disillusione umana, per udire "la voce dello Sposo" e di rispondergli, ogni giorno, anche in tempi difficili ed in forme inedite.


 

Sigle

 

BC A. Capocchi, Vita della Ven. M.re Suor Maria Bagnesi, 1577 [trascritta da Campi A.], 2.2.IIA.3.

CO I -II Santa Maria Maddalena de' Pazzi , Colloqui, C. Catena (ed.), II-III, Firenze 1961-1963.

LR Id., "Constretta dalla dolce Verità, scrivo". Epistolario completo, C. Vasciaveo (ed.), Firenze 2007.

QG Id., Quaranta giorni, E. Ancilli (ed.), I, Firenze 1960.


Bibliografia essenziale

 

* C. Vasciaveo, Danzare al passo di Dio. S. M. Maddalena di Firenze, C. Vasciaveo (ed.), Siena 2006.

 

* C. Vasciaveo, Radici ecclesiali dell'esperienza mistica di Maria Maddalena di Firenze. Note introduttive sulla biblioteca monastica, in Synaxis 1 (2006) 41-86.

 

* De Ven. Maria Bagnesia, Henschenio G. - Paperbrochio D. SJ (edd.), in Acta Sanctorum Maij, J. B. Albrizzi et S. Coleti,VI, Venetia 1739, 321-348.

 

* M. C. Ganay., Les Biehneureuses Dominicaines (1190-1577)..., Perrin, Parigi 1924, 504-554.

 

* A. Verde, Il movimento spirituale savonaroliano fra Lucca - Bologna - Ferrara - Pistoia - Perugia - Prato - Firenze, in Memorie Domenicane NS 25 (1994) 5-206.


Canti

Per la prima volta edizione critica ed edizione in italiano moderno

del testo di S. Maria

Maddalena de’ Pazzi

 

Quaranta Giorni

 

Prefazione di Mons. A. Bellandi, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Firenze, già Preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale.

Le parole di 

Papa Francesco

 

Omelie

 Madre Pacifica del Tovaglia amica e segretaria  di

S. Maddalena 

 

 

+  28 Settembre 1627

 

Le Madri di

S. Maria degli Angeli


Venerable

Rosemary Serio

(English)

9 Maggio Commemorazione

 

       

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